Newsletter

Un Caffè Virtuale con Le Ceramiche di Ketty Messina

Newsletter sulle ceramiche artigianali siciliane

Questa pagina non è un archivio.
È un luogo di incontro, un angolo dove il tempo rallenta e le parole prendono forma — come la creta tra le mani.

Ogni newsletter che scrivo è un frammento di me: un ricordo, un pensiero, un colore, un odore.
Non troverai pubblicità, né frasi fatte. Solo storie vere: la mia storia, il mio percorso, tanti ricordi, il dietro le quinte del mio laboratorio di ceramica artigianale siciliana, la storia di alcuni miei lavori, i tanti progetti, i miei successi e le mie sconfitte.
Insomma, gioie e dolori — come ogni cosa fatta con il cuore.

Se vuoi riceverle, se vuoi far parte di questo viaggio,
iscriviti qui sotto alla mia newsletter.

Iscriviti

Iscriviti per ricevere le ultime storie nella tua casella di posta.

In questa foto sto modellando un vaso,e sono con le mani sporche di argilla, ma per me dare forma ai miei pensieri è una terapia
Modellazione di un oggetto

Ti invierò il mio primo caffè virtuale

E se ancora non hai la mia Fidelity Card, sarà l’occasione perfetta per riceverla.
È una piccola tessera, ma racchiude un grande gesto: il mio modo di dirti grazie, ogni volta che vorrai sostenere il mio lavoro
Dentro troverai il regolamento, semplice e trasparente, e potrai iniziare a raccogliere i Punti Limoni, piccoli segni di riconoscenza che profumano di sole e di Sicilia.
E per cominciare, te ne regalo subito due.
Perché sei qui. E questo, per me, conta.

Grazie per essere qui.
 Ketty


Vuci e Cunti di Sicilia

Da tempo avevo in mente un progetto, un progetto che parlasse della mia terra, un progetto che raccogliesse voci, gesti, suoni, e li trasformasse in materia viva, ora finalmente l’ho fatto!

Ora quel progetto ha preso forma. Si chiama “Vuci e Cunti di Sicilia”. E ho il piacere di condividerlo con te.

Mattonella di ceramica siciliana dipinta a mano

“Voci e racconti di Sicilia”
Il suono caldo e umano che racconta la mia terra.
Ogni pezzo di questa collezione nasce da un ricordo, da un suono che mi abita dentro.
Ci sono parole che non si dicono soltanto, ma si ascoltano col cuore.
Sono le voci dei cortili, delle nonne affacciate al balcone, dei mattini che sanno di mare e di caffè.

Ogni creazione di questa collezione custodisce una di quelle voci:
un detto, un proverbio, una piccola perla della nostra filosofia siciliana.
Parole che diventano segni, forme e colori.


Ed è proprio da una di queste voci che nasce il primo pezzo che, oggi, voglio raccontarti.
Una mattonella che racchiude in sé tutto il calore della nostra quotidianità siciliana, con la scritta:
“U Pigghiasti U Caffè?”
È il primo tassello di una raccolta che continuerà a crescere, pezzo dopo pezzo, racconto dopo racconto.

“U Pigghiasti U Caffè?” è una delle perle più autentiche della nostra saggezza siciliana.
Un detto, una filosofia, un modo per ricordare che qui, in Sicilia, ogni gesto ha il sapore dell’appartenenza.

Non è solo una domanda.
È un abbraccio che profuma di casa, un invito a fermarsi, a condividere, a raccontarsi.
In questa mattonella ho voluto fermare quel momento di quotidiana poesia,
quando il profumo del caffè si mescola al rumore del mare e alle voci che riempiono le strade.

Andrea Camilleri diceva:
“La lingua italiana esprime il concetto, il dialetto siciliano il sentimento.”

Ed è proprio questo il cuore del mio lavoro: dare forma al sentimento.
Trasformare le parole del nostro dialetto in segni, colori, materia viva.
Perché la Sicilia non si racconta soltanto… si sente, si tocca, si porta nel cuore.

Seguendo questo link potrai vedere il catalogo su WhatsApp e restare aggiornato/a sulla nuova collezione: “Vuci e Cunti di Sicilia “


Dove trovarmi

● Stanco/a del solito mare di informazioni?
Ecco dove trovarmi.
In un oceano di contenuti, ho scelto di creare isole di unicità. Vuoi un accesso diretto al mio mondo, con la certezza di privacy e zero rumore?
Ho aperto un canale pubblico su WhatsApp: Ceramiche Ketty Messina Channel

https://whatsapp.com/channel/0029Vag2XYuH5JM5jEXRDz0W

Lì condivido solo ciò che è pensato per chi cerca un contatto autentico, senza filtri né occhi indiscreti.

Ho anche una linea diretta su WhatsApp

https://wa.me/393935497035

Scrivimi la parola “Caffè” e ti inserirò nella mia cerchia ristretta per ricevere eventi, avvisi, promozioni e storie esclusive

E se ami esplorare ogni sfumatura, ecco la mia mappa per un’esperienza che va oltre il solito click:
• Il mio quartier generale creativo: il sito web

http://ceramichekettymessina.com

• Dove l’ispirazione prende forma e diventa tua:
Amazon

http://www.amazon.it/dp/B01LVXSDEM

Etsy

https://ceramichemessina.etsy.com

Le sezioni per i curiosi: approfondimenti su Telegram

http://t.me/kettymessina


“Racconti estivi di Storie Bollenti”

Avevo fatto un sogno

Oggi ti racconto una storia, la mia Storia, la storia di una Scoperta che è diventata il mio presente, ma, che, nel contempo, è anche la Storia di un’occasione mancata!

Come ti ho già raccontato, avevo “scoperto” una casupola in Via Lido Sacramento, ma allora non colsi quella che poteva essere “la mia occasione”, e oggi dopo 48 anni, e solo a pochi chilometri da quella casupola avevo visto una villetta, bruttina, come costruzione, ma con un terreno ampio, dove avrei potuto fare tante cose, avere degli animali, ma anche poter avere un laboratorio separato dalla abitazione, ma, il vero incanto, era “quel panorama”, aprendo la finestra ti trovavi di fronte al faro, alla riserva del Plemmirio, e, potevi guardare il mare, l’orizzonte, l’infinito, lo sguardo non aveva limiti, ne ostacoli!

…Ma il destino non ha voluto neanche questa volta!

Forse il mio destino non è avere una bottega, fisica, forse quello è solo un sogno, o chissà che io non stia “vedendo i miei ricordi, di un’altra vita”, e che provo a raccontarteli.

Questa storia chiude la serie dei “Racconti estivi di un’estate bollente “


In questa foto, in stile fumetto ti "racconto" la scoperta di una casupola dove conobbi un ceramista, che mi disse che tutto quello che aveva creato, costruito in quella casupola, un giorno si sarebbe pereso, perchè nessuno voleva continuare il suo mestiere

Ero ancora al liceo artistico, all’ultimo anno. Mi sentivo già “grande”, guidavo la mia prima macchina, una Fiat 500, e, tornando in campagna, volli fermarmi: in quella casupola, perché mi avevano detto, che li qualcuno vendeva dell’argilla.
Ricordo perfettamente quella mattina. Gli odori del mare a fine estate, mescolati all’umidità della creta appena presa dal mare. Un signore, per me allora un vecchietto, mi mostrò il suo tornio di legno a pedale, mi fece vedere i suoi strumenti rudimentali, e mi raccontò che presto avrebbe smesso di lavorare, e, che nessuno voleva più continuare quel mestiere. Indicandomi quel piccolo ambiente, mi disse: “Che fine farà tutto questo?”
Io comprai il mio blocco di argilla e me ne andai.

Ancora oggi ripensando a quel giorno, a quelle poche parole scambiate con quella persona, penso a come sarebbe potuto cambiare il mio cammino, penso che quella poteva diventare la mia piccola bottega e il mio laboratorio artigianale, ma, artigianale nel vero senso della parola, era lì, e io non l’ho capito. Oggi, lungo quella via, solo di pochi centimetri più grande, ci sono una serie di stupide, anonime pizzerie, bar e locali, che non sono neanche turistici, ma solo anonimi!

Ma io oggi non mi perdono quella mancanza di… lungimiranza… forse….
Quel disinteresse….Chissà… Ma questa è un’altra storia. …


“Racconti Estivi di un’Estate Bollente”

Poi le bambine crescono…

“Oggi ti porto indietro nel tempo, in un’estate di tanti anni fa, dove ogni suono e ogni raggio di sole tessevano la trama della mia futura passione
I miei mesi estivi erano un’immersione totale nella villa di famiglia. Quelle 3 bambine, che qualche anno prima giocavano all’ombra di un albero, ora sono cresciute, sono delle ragazze. Hanno preso strade diverse, ma in estate si ritrovano ancora in quella villa.
Le ore dopo pranzo continuano ad essere dei momenti intimi, dove ci si scambiano le prime confidenze, quando il mondo sembra fermarsi.
Lì, il tempo si dilatava. L’unico orologio, come direbbe Montalbano, era “u ciatu du suli”, il fiato del sole, misto a quel rumore quasi assordante delle cicale, che era una ninna nanna non per dormire, ma per sognare ad occhi aperti.
Quella ‘lentezza’, quel ‘fiato del sole’, sono diventati parte di me, e ora vivono in ogni mia creazione. Ogni curva, ogni smalto lucido, “ogni colore accecante che ti entra dagli occhi, e ti brucia il cuore “, ogni imperfezione voluta, o non voluta, è un riflesso di quei pomeriggi.
Perché fu proprio lì che un giorno, passeggiando su una stradina, il cui marciapiedi era la riva del mare, che vidi una casupola, e…
Ma questo è un altro racconto. Vuoi sapere cosa accadde?”



Ciao e benvenuti nella mia prima newsletter!

C’era una volta… Le origini delle Ceramiche di Ketty Messina 

Io trovo le idee tra le onde del mare 

Come ogni storia, anche la mia comincia così:

Sono nata in Sicilia, terra rossa, circondata dal mare blu, in mezzo a un’orgia di colori che non si limita a entrarti negli occhi, ma ti entra nelle vene, nelle ossa e nel cuore.

Non sono una figlia d’arte, ma l’arte mi ha sempre chiamata. Il liceo artistico è stato il mio primo incontro consapevole, seguito dagli anni all’università di architettura. Una formazione da “Architetto”, un inizio di lavoro in studio. I locali dello studio erano attigui alla mia abitazione, proprio lì, presso San Giovanni Li Cuti. Fu lì che tutto avvenne. E proprio in quel luogo, ancora oggi, vibra dentro di me un suono inconfondibile: “U scrusciu do mari”, come lo definì Camilleri, – il fruscio del mare di San Giovanni Li Cuti. Questo piccolo borgo non è stato solo un luogo dove ho vissuto; è stata la vera anima pulsante della mia ispirazione. La luce del sole al mattino, il suono delle onde, le chiacchiere con i pescatori, i racconti degli abitanti, il contatto costante con la natura… tutto in quel luogo mi spingeva, quasi mi costringeva, a dare forma alle emozioni che provavo. E proprio lì, in quel periodo, si avvicinava il Natale.

Erano gli anni ’90, mi ero appena trasferita a Catania con il mio compagno e avevamo trovato quella casetta piccolina, un sottotetto a San Giovanni Li Cuti, con una terrazza stupenda sul mare. I soldi erano pochini, ma volevo creare una vera atmosfera natalizia, fatta di sogni e semplicità. Acquistai un albero vero e, ricordo ancora la fatica di trascinarlo su per la scala a chiocciola, da sola!

Non dimenticherò mai la felicità che provai nello studiare, progettare e poi realizzare tutte le decorazioni! Ciondoli con stuzzicadenti, ritagli di lattine, cartapesta rudimentale e cotone come neve. Un angolo con canne di bambù sulla terrazza divenne un vero laboratorio di lucine e decorazioni fai-da-te!Quell’episodio non fu solo un Natale; fu la scintilla che mi fece prendere una decisione inequivocabile: CREARE.

Subito dopo le feste, ricordando ancora la gioia profonda provata nel creare le decorazioni per la mia casa, e sentendo forte quel connubio unico tra mare, sole e vita marinara che aveva acceso la mia fantasia, decisi di frequentare un corso di ceramica.

Ero tornata bambina!

Tre volte a settimana, con un cestino pieno di ‘materiali’, andavo al corso.

Erano gli anni ’90, e quelle profonde emozioni nate a San Giovanni Li Cuti, alimentate da quella scintilla natalizia, hanno finalmente trovato la loro voce nell’argilla.Fu allora che creai il mio brand, Le Ceramiche di Ketty Messina, inizialmente ancora con il suono del mare nel cuore.

Chi è Ketty?

Un’artigiana che ha trovato nella ceramica il modo più autentico di esprimere l’anima della sua terra. La mia fantasia trae ispirazione dal folklore, dalle tradizioni siciliane, ma anche dai sogni e dalle emozioni che San Giovanni Li Cuti ha saputo regalarmi.”